HANNO DETTO DI LUI

Ecco perché nei quadri di Demos si vedono, come in filigrana, De Pisis, Guttuso e quindi la scuola di Cezanne...

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HANNO DETTO DI LUI

DALLA PREFAZIONE DI “DEMOS. IL MARE DI RIMINI” EDIZIONE TRADEMARK ITALIA 2005
Ecco perché nei quadri di Demos si vedono, come in filigrana, De Pisis, Guttuso e quindi la scuola di Cezanne.  Tre modelli artistici che si aggirano tra paesaggi e nature morte, fra giacche e sciarpe nel guardaroba e gabbiani che si impennano improvvisamente per volare nel cielo.


Verso Demos, pittore dei migliori anni della nostra vita, abbiamo tutti un motivo di riconoscenza non solo perché ci lascia guardare nella nostra memoria per dir così, con gli occhi di allora, ma perché la qualità anche morale di ciò che essa richiama alla mente - lo capiamo oggi  - aveva la natura per durare e per prolungare la memoria della nostra vita e per ricordarci cose e persone che l’hanno resa amabile e degna di rimpianto.

Vorrei togliere qualunque possibile sospetto di paesanità, di folklore, e soprattutto di indulgenza a chi legge queste righe dedicate a Demos Bonini, “artista in Rimini”, come si sarebbe scritto in una cronaca rinascimentale. Demos fa parte di quella razza di artisti umanamente estinta che continua a farsi rivedere nei sui quadri. E noi per questo, a ciglio asciutto, siamo qui a parlare di Demos perché c’è ancora qualcosa da dire.

Sergio Zavoli



Corriere Romagna 13 giugno 2018


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Corriere Romagna 28 maggio 2018


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Corriere Romagna 29 gennaio 2018


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Corriere Romagna 27 novembre 2017


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Corriere Romagna 23 ottobre 2017


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Corriere Romagna 27 marzo 2017


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Corriere Romagna 13 marzo 2017


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Corriere Romagna 29 gennaio 2017


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Corriere Romagna ed. Forlì e Cesena 30 maggio 2016


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Corriere Romagna ed. Forlì e Cesena 9 maggio 2016


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Corriere Romagna ed. Ravenna 22 febbraio 2016


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Corriere Romagna ed. Ravenna 1 febbraio 2016


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Corriere Romagna ed. Ravenna 29 luglio 2015


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Arte Magazine - giovedì 16 luglio 2015


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Cervia Notizie - mercoledì 15 luglio 2015


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Corriere Romagna ed. Rimini martedì 28 aprile 2015


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Rimini INMagazine - N. 1 febbraio-marzo 2015


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Corriere Romagna ed. Forli Cesena domenica 17 marzo 2013


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Artisti dimenticati & I "Periodi" di Demos Bonini
Dal Corriere Romagna - Lunedì 29 Ottobre 2012

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Tra favola e realtà
Il tono della pittura di Demos Bonini è sospeso tra la favola e la realtà; è ancora evidente la sua radice realista sotto le divagazioni fantastiche che caricano le cose di simboli e di significati nascosti.

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Alberto Sughi
Da Demos Bonini, Galleria dArte Russo, Roma 1971



All’origine
Caro Demos, trovo molto felice la scelta dei quadri per la mostra romana. E’ forse la tua rassegna più omogenea, quella che ti rappresenta meglio.

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Federico Fellini
Roma, 24 febbraio 1971
Galleria d’arte Russo, Roma 1971



Normale, poetica insistenza
Aragon lo chiamava il “normale poetico”: non ingenuo gusto del semplice, pigra accoglienza del quotidiano, facile amicizia col natu­rale; al contrario, questa normalità chiede a un artista molte fatiche e virtù, come ad esempio l’esser metodici e non abitudinari, tecnici e non esteti, poeti e non sentimentali, religiosi, semmai, e non mistici.

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Sergio Zavoli
Da Demos Bonini, Edizioni d’arte Ghelfi, Verona 1972



Il successo di Fellini è anche colpa sua
C’è una donna, a Rimini, che quando, per la strada, s’imbatte nel pittore Demos Bonini, con un profondo sospiro d’amarezza rievoca il passato di suo figlio.

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Sergio Neri
Da “Amica superestate”, anno IX. n. 27. Milano 4 luglio 1972.



Un lungo itinerario in mezzo all’uomo
L’opera “grafica” di Demos Bonini è esemplare. Essa appare anzitutto rivelatrice, e non è poco, di una sorprendente capacità dell’artista di esprimersi e creare servendosi in modo estremamente maturo di tutte le tecniche, di fare con esse costantemente della “pittura” nel senso più ampio del termine offrendo una gamma di narrazioni ora squisitamente liriche, ora sprofondanti nel mistero, ora garbatamente satiriche ma condotte sempre, in ogni caso, sul filo d’una acuta introspezione, di un’autentica profondità interpretativa; introspezione e interpretazione assolutamente naturali e spontanee e percettibili grazie ad un’attenta lettura.

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Franco Ceriotto
Da Grafica di Demos Bonini, Edizioni d’arte Ghelfi, Verona 1973



Al porto della memoria
Tra gli artisti che la Romagna generosamente nutre, appagandoli con la sua bellezza di terra e sempre richiamandoli con struggenti nostalgie, Demos Bonini è tra i più schivi, taciturni, appartati e al tempo stesso quello più elegante, filosofo, conservatore.

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Ugo Moretti
Da Quaderni Artisti Italiani d’oggi, n. 72, Edizioni d’arte Ghelfi, Verona 1975



L’ultimo pittore
L’ultimo pittore a cui si deve un vero contributo all’iconografia riminese è, credo, Demos Bonini, autore di dipinti che costituiscono una critica spietata alla città moderna in espansione con i suoi anonimi alberghi-condominio fin sulla spiaggia e nel mare; una città non più fatta a misura d’uomo, ma di se stessa, che può quindi accrescersi indefinitamente in uno spazio irreale, in cui è rimasto dell’uomo solo un ricordo labile, privo di contenuti e di valori: una giacchetta stinta, cioè un fantasma vuoto e immobile, una memoria senza sensi, incapace di dare ordine alla nuova realtà urbana e di impedire la distruzione de l’ultima casa.

Pier Giorgio Pasini
Da Rimini città come storia, edit. Giusti, Rimini 1982



Cinquant’anni di pittura
Presentando la mostra di un pittore ancora operante si rischia di commettere un peccato di presunzione, poiché si dovrebbe ascoltare anzitutto la sua testimonianza.

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Simonetta Nicolini
Da Demos Bonini, Rimini 1985.



Il mio amico Guttuso
 “Il mio incontro con Renato Guttuso risale al 1950”. Il pittore riminese Demos Bonini ci racconta della sua amicizia con il celebre artista siciliano, scomparso recentemente.

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Antonio Montanari
Da “Il Ponte”, anno XII, n. 5, Rimini 8 febbraio 1987



Pittore realista per farmi capire
Il pittore Demos Bonini si è spento il 20 agosto, a 76 anni. E’ un altro pezzo dì una certa Rimini che scompare, a pochi giorni dal decesso di Glauco Cosmi (attento tessitore di trame culturali che spaziavano dal giornalismo alla musica), e nello stesso anno in cui ci ha lasciati Gianni Quondamatteo, uomo così semplice e genuino da ricercare in ogni attimo uno spazio per la riflessione sui valori che si vedono tramontare, in questa città divenuta alienante e quasi invivibile.

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Antonio Montanari
Da “Il Ponte”, anno XVI. n. 31, Rimini I settembre 1991



Demos, personaggio straordinario
Fra i genitori delle mie compagne della scuola elementare, professionisti ed impiegati per la maggior parte, si distingueva, per il nome inconsueto Demos e la professione rara, un pittore.

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Anna Maria Graziosi
Da “Il Ponte”, anno XVI, n. 31, Rimini 1 settembre 1991



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